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Intervento all' Assemblea pubblica di Correggio
10:20
Roberto Pieralli M.D.

Intervento all' Assemblea pubblica di Correggio

Qualche sera fa ho partecipato in sostituzione della Presidente e della Delegata di Settore, assenti per ferie, all’ incontro Pubblico Organizzato dal Comune di Correggio e dall’ Azienda Usl - Irccs di Reggio Emilia Tema centrale riordino #emergenza-urgenza e #automedica recentemente accorpata con un’altra e riposizionata a Novellara. Si piange carenza di dottori….. come al solito .... Dopo una introduzione dell’ Azienda sulla quale non mi soffermo, tutti la possono vedere e valutare.... ( link nei commenti) , iniziano gli interventi. Banale domanda di un collega: siccome sono le Aziende a formare i medici 118 per quelle automediche in chiusura, ci potete dire quanti corsi avete fatto negli ultimi 10 anni a fronte di una precisa normativa esistente sul tema? Quanto viene dopo merita di essere visto e valutato, perché non e’ problema della sola azienda in questione…. La Direttrice Generale dichiara onestamente di non ricordare quanti corsi per Medici 118 l’ Azienda Sanitaria Reggiana abbia svolto nell’ultimo decennio e che “i corsi MET venivano AUTORIZZATI dalla Regione Emilia-Romagna e non era loro facoltà attivarli quando pareva a loro” …. Questa frase e’ molto significativa e la ritengo grave. La ritengo grave dato che la normativa esistente almeno dall’ anno 2000 in avanti, prevista dal Decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 270 Regolamento di esecuzione dell'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale. (GU Serie Generale n.230 del 02-10-2000 - Suppl. Ordinario n. 165) cosi’ come i successivi articolati di Accordo Collettivo Nazionale vigenti recitavano: 2. Le Regioni formulano, con i criteri di cui all'art. 8, comma 1 e tenendo conto delle linee guida previste dall'allegato del presente Accordo, il programma di un apposito corso di formazione della durata di almeno 4 mesi, per un orario complessivo non inferiore a 300 ore, da svolgersi prevalentemente in forma di esercitazione e tirocinio pratico. 3. Le Aziende di norma quantificano entro il 30 giugno dell'anno precedente il proprio fabbisogno di personale medico da utilizzare, nell'anno successivo, per le esigenze complessive (incarichi, sostituzioni e reperibilità) dell'emergenza sanitaria territoriale ed organizzano e svolgono entro il 31 dicembre uno o più corsi di cui deve essere preventivamente data pubblicità sul Bollettino ufficiale regionale. Sono quindi chiari i profili di chi fa cosa, e non leggo che la Regione debba "Autorizzare" nulla. Ne consegue che posso comprendere l’atto scenico della DG nel mostrare insofferenza per il mio intervento di precisazione di questo, “ E’ andata cosi’ Pieralli, c’e’ poco da fare” , ma questo mette in luce come oggi si piangano carenze che non dico potessero essere pienamente prevenute, ma certamente fortemente limitate solo rispettando alla lettera le previsioni di DPR e ACN. Mi sento di dire che non e’ linguisticamente corretto dire “e’ andata cosi’” ma piuttosto si deve dire “e’ stata fatta andare cosi” , perché per anni e anni ci siamo dovuti battere per un massiccio ampliamento dei corsi, fino ad ottenere il massimo risultato nel 2022 con 4 sessione contemporanee. Ma quest’anno? 2023? Entro giugno servivano appunto i fabbisogni ed entro dicembre la conclusione dei corsi di cui ancora oggi non c’e’ il bando. Ha poi evidentemente infastidito che con me fossero presenti altri delegati sindacali, tra i quali una collega che proprio da loro lavorava, e che ha visto non rinnovato il proprio contratto da medico 118. Guarda caso lei chiedeva di fare il medico 118 e non il lavoro di altre figure contrattuali per le quali questo sistema le aveva negato ogni possibilità di acquisire formazione e titoli nello scorso decennio. E il "Modello Reggiano" come e' stato definito, per anni si basava su medici che contemporaneamente nello stesso turno, svolgevano sia le funzioni di medico ospedaliero di PS che quelle di Medico 118, tutto questo spesso senza nemmeno aver un contratto da dipendente e senza poter maturare la specializzazione per via delle incompatibilità. Questo il mondo reale degli ultimi 10 anni che oggi si lamentano veda i medici darsi alla fuga e le cooperative prendere piede. L'evento completo a : https://www.youtube.com/live/k9zhrndeaj0?si=Adop9Ef8kNbgHH0s
I motivi del NO di SNAMI Emilia-Romagna all attuale versione dell’intesa CAU
09:58
Roberto Pieralli M.D.

I motivi del NO di SNAMI Emilia-Romagna all attuale versione dell’intesa CAU

Molti associati mi hanno chiesto di spiegare brevemente i motivi per i quali SNAMI Emilia Romagna ha scritto all’ Assessore Raffaele Donini anticipando la decisione motivata di non sottoscrivere l’attuale versione di verbale d’intesa #CAU ipotizzata alla firma il prossimo 6 giugno. In questo video ho cercato di riassumere e semplificare il grosso delle motivazioni. Anche se le prospettive economiche sono condivisibili ed interessanti, come SNAMI Emilia Romagna la scelta è quella di perseguire obiettivi di estrema chiarezza e trasparenza rispetto a compiti e funzioni aggiuntive dei medici impiegati, retribuzioni, standard prestazionali omogenei su tutto il territorio regionale sia per quanto riguarda le tipologie di prestazioni erogabili sia per quanto riguarda la formazione certificata connessa. Esperimenti di apertura diurna di ambulatori se sono già fatti negli anni in tante aree della Regione Emilia-Romagna con risultati talmente positivi che hanno portato alla chiusura degli stessi quasi ovunque. Oggi tuttavia il contesto è’ diverso, grazie alle logiche pressapochiste di avrebbe dovuto programmare la formazione medica da 20 anni ad oggi, siamo in condizioni di contesto che non concedono il lusso di fare esperimenti della serie “armiamoci e partite” . Se l’obbiettivo fosse stato quello di aprire ambulatori di guardia medica potevamo risparmiarci molte fatiche e aprirli come già ci sono la sera, senza chiamarli con un appellativo che richiami l’ urgenza. Ultimo ma non ultimo, a latere, vanno soppesati attentamente tutti gli effetti sui medici in formazione specialistica, il solo bacino che alimenta la dirigenza medica operante in pronto soccorso e DEA. Qualcuno ha obiettato che non è un problema sindacale ma è un problema eventualmente della regione. Come dargli torto? Oggi tuttavia il sistema di emergenza è al collasso, non esiste un’alternativa privata , chiunque di noi potrebbe aver bisogno inaspettatamente in qualunque momento di quel sistema: non è un buon modo di pensare il credere che sia un problema di altri, perché quegli altri siamo tutti noi cittadini.
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