• Roberto Pieralli MD

17400 posti SSM : senza le necessarie riforme si gode solo a metà

Caro Presidente Anelli,


da Lei e da FNOMCeO onestamente mi sarei aspettato e mi aspetterei una presa di posizione più accorta e meno “sensazionalistica” rispetto all’importante incremento dei posti nelle scuole di specializzazione medica.


I medici, che non sono stupidi, si aspetterebbero dal sommo rappresentante degli Ordini un’analisi più attenta, meglio bilanciata con un giudizio che dovrebbe includere a mio parere che di “straordinario” in questo aumento, in realtà, non c’è gran che. È evidente praticamente a chiunque ragioni che 17400 posti, a invarianza della rete formativa e senza le necessarie riforme del sistema, sono il risultato emotivo, frettoloso e disorganizzato di una politica che tenta di salvare la faccia, ma che dubito riuscirà a rifarsi una verginità non avendo i medici proprio tutti l’anella al naso……


Ben conosciamo e viviamo ogni giorno il degrado causato dal passare da un estremo all’altro, con scuole che erano studiate per 15 persone e che oggi con 60 specializzandi, senza riorganizzazione, non sanno dove metterli e come formarli decentemente. Vogliamo risolvere l’imbuto formativo mantenendo un minimo di qualità o ci interessa solo la cosmesi dei numeri sulle tabelle Excel?


Certo che andavano e vanno aumentati i posti, ma andava e va anche cambiato il sistema, andavano e vanno fatti gli ospedali di insegnamento, bisognava e bisogna ancora porre fine alla vergogna di una borsa di studio che costringe un medico abilitato a guadagnare per 4 o 5 anni della sua vita meno di un altro professionista sanitario con laurea triennale che oggi si specializza mentre lavora, con pieno stipendio e pieni contributi, sia part time che full time. Oggi costringiamo i nostri giovani medici, senza dargli le risorse, a frequentare spesso una scuola lontana da casa, frequentemente nell’impossibilità di perseguire la vocazione di branca.


Come se non bastasse, in tutto questo scempio, in assenza delle predette necessarie riforme, i medici lasciano i posti di lavoro necessari al SSN, un SSN che si e’ basato sullo sfruttamento degli esodati dalla formazione di questi anni, che coloro che da un lato non ammetteva ai concorsi, poi li inseriva con i contratti atipici per tenere aperti i servizi che oggi non riesce più a garantire per la “borsa” condita con le assurde incompatibilità contro le quali non abbiamo mai sentito dire una parola da FNOMCeO (almeno io, non ricordo di aver mai sentito prese di posizione nel merito)


In effetti caro Presidente Anelli, forse di “straordinario” c’è il tentativo di non modificare un sistema di formazione universitaria post-laurea agonizzante, con mille problemi, senza avere una visione d’insieme che risolva i problemi una volta per tutte, continuando mettere pezze su pezze



Dott. Roberto Pieralli

Presidente Regionale

SNAMI Emilia-Romagna



L' Articolo di Quotidianosanità sul Comunicato FNOMCeO

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