AHA 2025 vs ERC 2025: le linee guida di rianimazione non sono tutte uguali!
- Roberto Pieralli MD

- 2 giorni fa
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Chi lavora in emergenza sa che “le linee guida” non sono un blocco unico. Le versioni 2025 dell’American Heart Association (AHA) e dell’European Resuscitation Council (ERC) lo dimostrano benissimo: partono dalle stesse evidenze, ma arrivano a raccomandazioni operative diverse, soprattutto su due fronti molto pratici — farmaci e terapia elettrica. Non è una sottigliezza: significa protocolli diversi al letto del paziente, formazione diversa e, in alcuni casi, persino scelte tecnologiche diverse.
1. Bradicardia: colpire forte o titolare?
Nella bradicardia sintomatica l’AHA sceglie la via rapida: 1 mg di atropina EV subito, ripetibile ogni 3-5 minuti fino a 3 mg. L’ERC invece parte da 0,5 mg con gli stessi intervalli e lo stesso tetto. Il risultato clinico atteso è simile, ma la logica è diversa: l’AHA vuole arrivare presto a una dose efficace, l’ERC preferisce una titolazione più prudente. Due scuole.
2. Tachicardia sopraventricolare stabile: l’ERC mette il terzo gradino
Su adenosina i due mondi sono allineati nelle prime due somministrazioni: 6 mg EV → 12 mg EV se la prima non funziona. La differenza è dopo: l’AHA tende a passare alla cardioversione sincronizzata se non c’è risposta; l’ERC formalizza una terza dose: 18 mg EV. È un dettaglio? No, perché introduce uno step farmacologico in più prima dell’elettrico.
3. TV con polso: 150 mg vs 300 mg di amiodarone
Sulla tachicardia a complessi larghi con polso la distanza è evidente.
AHA: 150 mg EV in 10 minuti, ripetibili, poi infusione a 1 mg/min per 6 ore.
ERC: 300 mg EV in 10-20 minuti, poi fino a 900 mg nelle 24 ore. Qui l’Europa sceglie un approccio più aggressivo e rapido (livelli terapeutici più alti prima), l’AHA uno più scalare e monitorabile.
4. Cardioversione: l’Europa ama l’energia alta
La parte più visibile è l’elettrico.
FA da cardiovertire: AHA parte da 200 J; ERC dice: vai direttamente alla massima energia disponibile (es. 360 J) per aumentare il successo al primo shock.
Flutter/PSVT: l’ERC qui torna basso (70–120 J).
TV monomorfa con polso: AHA 100 J, ERC 120–150 J.
TV polimorfa: l’AHA la tratta come FV → defibrillazione non sincronizzata ad alta energia.
Di nuovo: l’ERC spesso preferisce risolvere al primo colpo, anche a costo di un’energia iniziale più alta.
5. Due filosofie, stesso paziente
Se volessimo semplificare: ERC = immediatezza, impatto, poche perdite di tempo → più farmaco all’inizio o più Joule. AHA = standardizzazione, progressione, adattabilità a sistemi molto grandi → sali se serve.
È importante per chi lavora in contesti misti, per chi fa formazione internazionale e per chi legge articoli anglosassoni lavorando però con linee guida europee: i numeri non sono intercambiabili. Dare 300 mg quando il tuo servizio ne prevede 150 mg non è una “piccola variazione”; partire a 360 J quando la tua procedura dice 200 J cambia training, monitor e defibrillatori. E l’impostazione ERC — partire al massimo in FA — spinge anche verso defibrillatori bifasici di buona potenza e standard comuni.
Conclusione
Le linee guida 2025 ci ricordano una cosa che spesso dimentichiamo: non esiste una sola rianimazione avanzata, un dogma o verità assoluta; esistono consensi su indicazioni, esistono modelli diversi costruiti su priorità diverse, che ciascun clinico dovrebbe conoscere e adattare al singolo paziente, ciascuno un “pezzo unico”. Conoscerli è ciò che distingue chi applica protocolli a memoria da chi li interpreta dentro il proprio sistema sanitario esercitando la professione medica.
Originariamente pubblicato il 1° novembre 2025 su Il Substack di Roberto Pieralli MD




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